Perchè ho lasciato medicina?

BRAINSTORMING:

Per capire perchè ho lasciato, è importante sapere i motivi per cui ero entrato:

  • volevo provare a me stesso di riuscire a passare il test

  • pressioni esterne affinchè facessi quella carriera

  • affascinato dalla materia, soprattutto dallo studio delle malattie (problem solving applicato all'essere umano)

  • affascinato dalla curiosità di medici che ho conosciuto (mio zio, medici su yt, racconti su mio nonno)

  • pensavo che sarei riuscito a stringere i denti per un po' per ottenere capitali per avviare un mio business

  • era la scelta "più ovvia" dal momento che ero bravo a scuola (si lo so, questa frase non ha molto senso, ma rimane un motivo che mi ha portato a...)

  • era un lavoro sicuro e potenzialmente remunerativo dal punto di vista economico (cosa che successivamente ho scoperto non essere una priorità rispetto al fare qualcosa che ti assorbe, permettendoti di entrare in uno stato di flow)

Motivi per cui ho lasciato:

  • Troppo mnemonica. Passavo le mie giornate a leggere e imparare a memoria...

  • Mancava una componente essenziale: il problem solving. Si, si potrebbe obbiettare dicendo che sarebbe arrivato poi negli anni a venire. Ma parlando con medici, cercando informazioni su internet, e riflettendo, ho capito che non sarebbe stata comunque una componente primaria del mio lavoro quotidiano, considerando anche l'evoluzione rapidissima degli strumenti di intelligenza artificiale.

  • Mi mancava la matematica. Mi mancava fare esercizi. Mi mancava mettere le mani in pasta.

  • Ecco, parliamo un po' di AI. Il mondo in cui viviamo oggi è estremamente incerto. Si evolve troppo rapidamente. Sono arrivato alla conclusione che la maggior parte delle cose che avrei studiato a medicina un llm ben allenato le avrebbe potute svolgere molto meglio, in molto meno tempo. Avrei passato anni e anni a studiare cose solo per controllare che il chatGPT di turno non avesse allucinato. Avevo bisogno di qualcosa di molto più pratico, e subito.

  • L'ambiente intorno a me era poco stimolante. Si studiava principalmente in modo individuale. Lo scambio di opinioni, idee, progetti, era limitato. Molte persone a medicina, almeno nella sede uniTO, si sentivano superiori, solo perchè erano riusciti ad entrare. É anche un po' vero lo stereotipo del figlio di papà che va a studiare medicina. Molti studenti si trovavano a studiare all'ultimo, solo per passare l'esame. Pochi erano veramente innamorati dello studio, della materia. Per alcuni, studiare medicina era addirittura diventato un parcheggio. NON è mia intenzione generalizzare, anzi, sono sicuro che alcuni erano lì per i motivi giusti. Ma in generale, non mi è piaciuto molto l'ambiente. E anche molto giudicante.

  • Non sono mai stato davvero sicuro della scelta, e non mi sono mai visto medico o ricercatore. Sebbene adorassi - e continuo ad adorare - fare diagnosi. Mi piaceva poter dire ai miei amici o ai miei familiari i motivi per cui si sentissero più stanchi del solito, leggere gli esami del sangue o ipotizzare disfunzioni qua e là. Spesso ci prendevo anche.

  • Non dava spazio ai miei mille hobby. Quando studiavo, mi rendevo conto che non ero disposto a tagliare argomenti di studio per dedicare tempo ad altro. Non sarei riuscito a convivere con l'idea di essere un medico peggiore per aver visto un film in più.

black and gray stethoscope
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