Il mio rapporto con i videogiochi
A.S.
Questo articolo è stato scritto interamente da un essere umano. Alla fine troverai la versione TL;DR dell'articolo. Procediamo.
Ho cominciato a giocare al computer fin da quando ero piccolo. L'ho sempre adorato. Penso di aver cominciato all'asilo. I primi giochi erano quelli online di quegli anni... sui classici siti come gioco.it.
Una cosa che ho SEMPRE, in qualche modo, cercato nei giochi, era la possibilità di crescere. Migliorare. Scalare. Adoravo upgradare i miei strumenti, le mie armi... e sbloccare sfide sempre più difficili.
E fu così che cominciò un altro periodo della mia vita, le elementari. Scopro YT, e seguo moltissimi canali, tra cui Jakidale, i TFGondemand, Favij e i Mates. Impazzivo per loro.
Mi ricordo come se fosse ieri quando installai minecraft sul pc di casa (insieme a qualche virus, ma tralasciamo...). WOW. Un mondo intero. Tutto per me. Tutto da scoprire. Tutto da costruire. Ne ero galvanizzato. Ma c'era qualcosa che non andava... il gioco che mi trovavo davanti era solo simile a quello che vedevo su YT, ma non esattamente uguale. In particolare, era diverso da come lo vedevo nei video dei TFG. Ben presto capii cos'era a non andare. NON AVEVO SCARICATO LE MOD. E quindi, da buon curioso, mi metto a cercare, ricercare e capire come funzionassero. Scoprii la tana del bianconiglio del pc.
Oltre a minecraft, comincio ad esplorare i giochi mobile sul mio Samsung Galaxy tab 2, il MIO primo oggetto tecnologico. Quel tablet, che mi regalò mia nonna, era tutto per me. Ricordo ancora di quando andai a sceglierlo in quel negozietto di elettronica... Amore a prima vista...
Sono cresciuto con Talking Tom, Pou, Jetpack Joyride, giochi di Star Wars, ma soprattutto... CLASH OF CLANS, che, btw, fu anche il mio primo "social Network", dal momento che - siccome non avevo un numero di telefono - lo utilizzavo per chattare con la mia allora fidanzatina... Era un po' macchinoso perché dovevamo accordarci sull'ora in cui saremo andati online, ma le farfalle nello stomaco erano una giusta ricompensa 🥰
(finì tremendamente male, ma questa è un'altra storia)
Ma dov'ero rimasto... Ah sì i videogiochi...
Sorvolando su tutti i giochi online che hanno caratterizzato i primi anni 10 del 2000 (vedi slither.it, deep.io, e tutti gli altri .io del caso...) arriviamo finalmente alle medie. Qui si apre un bellissimo periodo della mia vita, a differenza di quanto è stato quello delle elementari. Il 2 marzo 2016 esce "Clash Royale". Beh che dire... uno dei giochi più giocati in assoluto, a distanza di - mi rendo conto solo ora della coincidenza (sto scrivendo il 2 marzo 2026) - esattamente 10 anni. E poi un anno e mezzo dopo, l'altra bomba. Il 21 luglio 2017, esce fortnite. Ero letteralmente impazzito. Un gioco cross platform, gratuito, da giocare con amici per ore ed ore... E così accadde... Con amici, da solo... Ricordo che passai un'estate delle medie a giocare a fortnite. 10 ore al giorno.
Eh sì, ero un po' ossessivo. Mi piaceva proprio tanto. E volevo migliorare sempre di più. Ero diventato in fretta il più forte della mia classe e della mia cerchia di amicizie. Volevo essere il migliore. Dovevo esserlo.
E così imparai anche l'inglese, perchè spesso mi divertivo a giocare in squadre casuali composte da giocatori provenienti da tutto il mondo. Che bei tempi... Non lo rimpiango. Ero dannatamente felice. Felice come non lo sarei stato negli anni a venire, dal momento che finii per privare il mio animo della parte più giocosa...
Ah, e chiariamo una cosa... Questa mia passione aveva un impatto SOLO CHE POSITIVO sui miei rendimenti scolastici. Sono sempre stati eccellenti (no, non mi sto vantando, ma non voglio che facciate l'errore - che già tanti hanno fatto - di pensare che questa parte di me oscurasse il mio "lavoro" di studente). Adoravo studiare. Ho potuto fare tutto questo grazie all'applicazione del banale non banale "Work hard, Play hard".
Tuttaviaaaa, conservo un piccolo fun fact... una volta sono stato scoperto mentre guardavo la live di Cicciogamer89 sulla nuova stagione di Fortnite... beh, la prof di tecnologia, non la prese troppo bene... però fortunatamente quell'evento non ebbe conseguenze concrete sul mio percorso scolastico. I miei prof delle medie erano abbastanza intelligenti per capire che non stavo facendo nulla di troppo grave in fondo... forse. Forse non dovrei provare a giustificarmi. O forse si, non so.
E giungiamo alle superiori. Avrei voluto fare il tecnico informatico, ma alla fine il massimo che riuscì a negoziare fu il Liceo Scientifico tradizionale (mia madre voleva facessi il classico). Cominciai le superiori esattamente come avevo finito le medie. (Ma questo era destinato a cambiare. Materiale per un altro articolo, atteniamoci ai videogiuochi).
Ben presto , decisamente troppo, i telefoni entrarono a gamba tesa nelle 4 mura scolastiche. Rovinandoci l'apprendimento, e la vita.
Fall Guys, Among Us, Brawl Stars... durante le lezioni. Riuscii a non farmi influenzare troppo. Arrivò il covid. Tutti a casa. Lì la tentazione divenne troppo alta. E le lezioni di qualità, a mio avviso, sempre inferiore. La scelta più logica era giocare a Minecraft e fortnite con gli amici tutto il giorno, con le lezioni in riproduzione in background, come la pioggia prima di andare a dormire.
Ci rovinammo tutti l'esistenza. Avrei potuto costruire moltissimo in tutto quel tempo. Avrei potuto leggere tanto. Ma non avevo gli stimoli giusti, nè buoni mentori. Ed ero ancora troppo piccolo per capire da solo. Per certi versi - anzi, tanti, ma è argomento di altri post - mi sono state tarpate le ali. Ma non voglio fare vittismo o autocommiserazione.
Il problema vero fu il ritorno a scuola. Avevamo sviluppato delle abitudini. Era normale giocare al posto di ascoltare la lezione, che per di più aveva diverse problematiche per via dell'uso delle mascherine, del distanziamento, della disinfezione continua degli oggetti... insomma, una Babele. E la nostra istruzione ne risentiva.
Sebbene io continuassi a prendere buoni voti, sapevo che avrei potuto fare di più. Così mi iscrissi a tanti corsi pomeridiani, di aggiornamento su questa o quella materia. Ma comunque non ero soddisfatto.
Tra una partita di clash e l'altra mi diplomo.
Però ho tralasciato la parte più bella.
In tutti questi anni ho coltivato la passione per i giochi STORY DRIVEN. Quelli che giochi da solo, nella tua cameretta. Quelli che ti emozionano. Quelli che durano anche 60 ore. Li ho sempre amati.
Alle medie giocai GTA 5. Ero estasiato. Non avevo mai visto tanta bellezza. Ricordo ancora di quando lo giocavo, al ritorno da scuola, su quel tostapane che era il computer di famiglia. 800*600 pixel. dettagli grafici al minimo. Riuscivo a tirare fuori 20 fps. Nelle scene con il fuoco o con esplosioni scendevo anche a 10. MA QUANTO ERO CONTENTO. Potevo rimanere a giocare fino all'1 di notte. (Ho questo piccolo difetto che quando mi ossessiono per una cosa non vedo più orari, nè bisogni fisici. L'unica cosa è perserverare su quello che sto facendo. Credo sia hyperfocus, o flow. Non so bene se ci sono differenze tra le due. Ci sono dentro proprio ora, scrivendo questo blog post. Sono le 00:11)
Che poi, GTA 5 lo comprai perchè volevo giocare a Venerdì 13, ma dopo la mia prima partita come Jason mio padre lo ritenne troppo violento, e mi disse di cambiare gioco. Così feci il reso e comprai il capolavoro Rockstar. (era comunque violento, ma decisamente, decisamente più profondo. Anche se non lo sapevi, grazie papi).
E poi da lì, tutto in discesa. Giocai (non in ordine cronologico):
God Of War
Gears Of War
Spiderman
Spiderman Miles Morales
Assassin's creed Odissey (non tutto)
Rayman Legends
Super Meat Boy...
UNDERTALE (madonna che capolavoro...)
A way out con un mio amico
RDR2 (ho cominciato anche l'1 ma non l'ho finito)
TUTTA LA TRILOGIA DI BATMAN ARKHAM (origins penso non lo finirò mai, ma ciclicamente ci riprovo)
Cyberpunk 2077
Fallout 4 (ricominciato più volte ma non finito, mi spaventa sempre un po' 😆)
Battlefield 1, 3, 4, 5
Tomb Rider (Rise e Shadows)
Horizon Zero Dawn (Forbidden West non finito)
THE LAST OF US MADONNA CHE BELLI
Stray
Ratchet & Clank Rift Apart
Detroit (ci riprovo spesso, ma non riesco a finirlo)
CONTROL, CHE BELLO È
GLI ORI CHE SONO STUPENDI
Wolfenstein New Order, che sto giocando ora
Poi CON MIA SORELLA ho giocato Cuphead (molte parti in solo), Unjustice 2, Mortal Kombakt 10XL e 11, Papers Please (le piace molto), It Takes Two (fantastico), Split Fiction (splendido, lo stiamo giocando in questi giorni)...
Ce ne sono moltissimi altri che ho cominciato ma mai finiti, e altri molto belli, ma che al momento non ricordo. Quello che è sicuro però, è che ogni gioco che ho giocato mi ha segnato, o insegnato qualcosa.
Un mio amico mi faceva notare di come a volte certe opere che "experienciamo" lasciano dentro di noi qualcosa anche se non ci ricordiamo più cosa di preciso ha lasciato quel segno. Gli risposi "ma va figurati"... per poi dovermi contraddire 5 secondi dopo, rendendomi conto che un concetto che avevo ben saldo in testa - cioè che i filosofi cinici si chiamino così perchè erano fastidiosi come dei cani - l'avevo letto su un libro, che però non ricordavo quale fosse. (Cercando ora su internet, in realtà pare che il nome cinico abbia un'origine non così certa... ma vabbè, il concetto vale lo stesso).
TL;DR
Adoro i videogiochi. Hanno costituito, continuano a costituire, e probabilmente costituiranno parte importante della mia vita. Mi rendono felice. Soprattutto gli story driven. Soprattutto i coop da giocare con una persona cara. Sono storie, con una regia a volte migliore di quella di alcuni film, con uno studio sulla fotografia, un game design... e mille altri aspetti da scoprire.
Se mal dosati, e se usati come surrogato di una qualsiasi droga ad effetto stordente - mi è capitato di farlo durante le superiori - così come i social, possono andare a rovinare altre cose belle della vita di tutti noi (Leggi "The anxious generation" per maggiori informazioni).
Sono belli finchè riesci ad essere presente davvero nel momento in cui ti ci approcci, così come qualsiasi cosa.